SCLEROSI MULTIPLA E MOBILITÀ
Poltrona per Sclerosi Multipla: quando fatica, forza ed equilibrio cambiano
La Sclerosi Multipla può influire sulla vita quotidiana in modi molto diversi. Fatica, debolezza, spasticità, problemi di equilibrio e coordinazione, alterazioni della sensibilità, difficoltà nell’uso delle mani e riduzione della mobilità possono comparire con combinazioni e intensità differenti. Alcune persone mantengono a lungo una buona autonomia; altre utilizzano bastone, deambulatore o carrozzina, oppure hanno bisogno di maggiore assistenza soltanto in alcuni momenti. Una poltrona per Sclerosi Multipla deve quindi adattarsi alla variabilità reale della giornata.
In questa pagina
- La Sclerosi Multipla non produce una giornata uguale per tutti
- Fatica: conservare energia significa scegliere dove spenderla
- Cambiare posizione senza consumare forza nelle braccia e nel tronco
- Alzarsi quando forza ed energia non sono sempre uguali
- Spasticità, rigidità e sensibilità: le regolazioni devono rispettare il corpo
- Misure, appoggi e uso del telecomando
- Riposo, Zero Gravity e letto 180°
- Trasferimento letto-poltrona, carrozzina e sollevapazienti
- Chi assiste e il sollevamento verticale
- Cosa raccontare al team Sollevita prima della consulenza
Questa pagina parte dalla variabilità della giornata, non da promesse terapeutiche. Sollevita non cura la Sclerosi Multipla, non modifica l’attività della malattia e non sostituisce neurologia o riabilitazione. È però una poltrona alzapersona assistenziale Sollevita già completa: da 5 a 8 motori indipendenti, in base alla portata, coordinano alzapersona, Push Head, relax, tilt-in-space (basculamento), Zero Gravity, letto 180°, sollevamento verticale e funzione barella.
Le indicazioni europee insistono su valutazioni personalizzate, da rivedere quando cambiano sintomi, autonomia e obiettivi. Seduta a triplo strato, schienale alto, misure proporzionate, componenti removibili, completa bi-sfoderabilità, produzione italiana e garanzia di 5 anni e assistenza diretta completano il progetto.
La Sclerosi Multipla non produce una giornata uguale per tutti
Parlare genericamente di mobilità ridotta non basta. Una persona può camminare in autonomia ma avere una fatica pomeridiana molto marcata. Un’altra può conservare forza sufficiente nelle gambe ma sentirsi instabile quando deve alzarsi o girarsi. Un’altra ancora può convivere soprattutto con spasticità, sensibilità alterata o una mano che diventa meno precisa quando aumenta la stanchezza.
Anche il decorso può essere differente. Per alcune persone i sintomi variano in relazione a ricadute e fasi di recupero; per altre la difficoltà cresce più gradualmente. La conseguenza pratica è che la poltrona deve adattarsi a una situazione reale, non a un’immagine astratta della malattia.
Per scegliere una poltrona è molto più utile comprendere che cosa accade quando la giornata diventa più difficile, quali movimenti consumano più energia, quali posizioni vengono cercate spontaneamente e quando interviene chi assiste. La domanda utile non è soltanto quale sia la diagnosi, ma quale gesto sia diventato più faticoso e in quale momento della giornata.
Fatica: conservare energia significa scegliere dove spenderla
La fatica nella Sclerosi Multipla non coincide sempre con la normale stanchezza. Può comparire in modo improvviso, aumentare con il caldo o dopo un’attività e rendere molto costoso anche un gesto che, dal punto di vista muscolare, sarebbe ancora possibile. Per questo conservare energia non significa rinunciare automaticamente al movimento, ma scegliere dove impiegarla.
Una poltrona assistenziale per Sclerosi Multipla può avere senso quando alcuni passaggi ripetitivi assorbono una parte sproporzionata delle risorse: spostare il bacino per cercare una posizione, sollevare manualmente le gambe, alzarsi soltanto per raggiungere il letto o chiedere più volte aiuto per modificare l’assetto.
L’obiettivo non è eliminare il movimento che la persona può e vuole ancora compiere. È rendere meno dispendiosi alcuni aggiustamenti e permettere alla persona di decidere dove utilizzare le proprie risorse. Nei momenti favorevoli può usare poca assistenza; nei momenti difficili può affidare alla poltrona una parte maggiore del lavoro.
Cambiare posizione senza consumare forza nelle braccia e nel tronco
Sollevita permette di gestire elettricamente schienale, poggiapiedi, tilt-in-space o basculamento, Push Head, posizione distesa e ritorno alla seduta. Le regolazioni sono indipendenti e possono fermarsi in posizioni intermedie: una delle differenze rispetto a una poltrona alzapersona standard quando fatica e mobilità cambiano nella stessa giornata.
Questo può ridurre alcuni riposizionamenti manuali del bacino, la necessità di spingersi con le braccia o il ricorso a cuscini aggiunti ogni volta che si cerca un assetto diverso. La poltrona non decide quale posizione sia corretta: offre più possibilità, che devono essere scelte in base a comfort, sensibilità, spasticità e indicazioni già ricevute.
Il vantaggio è particolarmente chiaro quando la persona mantiene autonomia nei comandi ma non dispone sempre dell’energia necessaria per riposizionarsi. Anche quando il controllo è condiviso con chi assiste, il movimento elettrico deve restare progressivo, comprensibile e arrestabile.
Alzarsi quando forza ed energia non sono sempre uguali
Nella Sclerosi Multipla la difficoltà dell’alzata può dipendere da debolezza degli arti inferiori, fatica, spasticità, rigidità, equilibrio, coordinazione o dalla combinazione di più fattori. La stessa persona può eseguire il movimento con relativa facilità in un momento e avere bisogno di maggiore assistenza poche ore dopo.
La funzione alzapersona di Sollevita accompagna il bacino verso l’alto e in avanti con un movimento progressivo e arrestabile. Può essere utilizzata soltanto per superare la parte iniziale dell’alzata oppure in misura maggiore quando la giornata è più difficile. Il movimento inverso accompagna anche il ritorno alla seduta e può essere utile quando la persona fatica a controllare gli ultimi centimetri della discesa.
Arrivare in piedi non significa però essere pronti a camminare. Equilibrio, sensibilità e coordinazione possono rendere delicato il momento successivo. Dopo l’alzata può essere necessario fermarsi, verificare l’appoggio dei piedi, raggiungere il deambulatore o attendere l’assistenza abituale. Vertigini o una nuova instabilità non vanno attribuite automaticamente alla fatica o alla poltrona.
Spasticità, rigidità e sensibilità: le regolazioni devono rispettare il corpo
Spasticità e spasmi possono modificare la posizione delle gambe, il controllo del bacino, la tolleranza a determinate inclinazioni e la facilità del trasferimento. Il loro impatto non è identico per tutti e può cambiare con dolore, affaticamento, temperatura o attività precedenti.
Le regolazioni devono essere progressive e non devono forzare ginocchia, anche o caviglie oltre la posizione tollerata. Se l’apertura del poggiapiedi, la reclinazione o il basculamento aumentano uno spasmo, provocano dolore o fanno perdere un appoggio utile, il movimento va fermato e l’assetto deve essere rivalutato.
Anche la sensibilità ridotta richiede attenzione. La persona potrebbe non percepire subito una pressione, una piega del tessuto o un arto posizionato male. Chi utilizza la poltrona e chi assiste devono quindi controllare il corpo e non affidarsi soltanto alla sensazione soggettiva di comfort.
Misure, appoggi e uso del telecomando
Sollevita viene valutata considerando seduta da 52 o 63 cm, tre profondità, altezza, appoggio dei piedi, posizione dei braccioli, schienale e lunghezza delle gambe. La seduta a triplo strato, lo schienale alto e il Push Head offrono sostegno e regolazione, ma non compensano una misura sbagliata. Una seduta più ampia non è automaticamente migliore: deve accogliere il corpo senza allontanare gli appoggi.
Piedi ben sostenuti e braccioli raggiungibili sono importanti sia nella seduta sia nella preparazione dell’alzata. Una profondità eccessiva può rendere difficile aderire allo schienale; una seduta troppo alta può ridurre il contatto dei piedi; una troppo bassa può aumentare il lavoro richiesto a anche e ginocchia.
La Sclerosi Multipla può influire anche sulla forza, sulla sensibilità e sulla coordinazione delle mani. Durante la consulenza si valuta quale mano venga utilizzata, quanto il telecomando sia raggiungibile nelle diverse posizioni, se i tasti possano essere premuti senza sforzo e se il controllo debba essere condiviso con chi assiste. Una funzione utile deve poter essere gestita davvero anche quando energia e precisione cambiano.
Riposo, Zero Gravity e letto 180°
La reclinazione modifica l’angolo dello schienale rispetto alla seduta. Il tilt-in-space, cioè il basculamento, inclina invece insieme seduta e schienale rispetto al pavimento, mantenendo più stabile il rapporto fra le due parti. Questa differenza permette di cambiare l’orientamento dell’intero corpo senza affidare ogni correzione alla forza della persona.
La posizione Zero Gravity combina basculamento, schienale e poggiapiedi e porta bacino e gambe oltre il livello del cuore. Può favorire il ritorno venoso, offrire un beneficio circolatorio agli arti inferiori e aumentare la sensazione di leggerezza e comfort. È una posizione di relax, non un trattamento della Sclerosi Multipla, della spasticità o della fatica.
Il letto 180° può offrire una pausa, un microsonno o un riposo pomeridiano senza cambiare automaticamente postazione. Può essere utile dopo un’attività impegnativa, quando raggiungere il letto richiederebbe alzata, cammino, rotazione e un nuovo trasferimento. La persona può comunque fermarsi in una posizione intermedia se la distensione completa non è comoda.
Trasferimento letto-poltrona, carrozzina e sollevapazienti
In alcune persone la Sclerosi Multipla rimane a lungo compatibile con una buona autonomia. In altre, debolezza, spasticità, equilibrio o progressione della disabilità rendono il passaggio fra letto e poltrona una delle attività più impegnative della giornata.
Sollevita può diventare una superficie distesa, regolare verticalmente la propria quota e liberare completamente un fianco. Letto 180°, sollevamento verticale e accesso laterale permettono di affiancarla al letto e ridurre alcuni ostacoli nei passaggi letto-poltrona e poltrona-letto. Lo stesso principio può essere utile con la carrozzina, partendo sempre dalla tecnica già definita.
La poltrona non stabilisce quale ausilio utilizzare. Quando la persona deve essere sostenuta completamente, utilizza un’imbracatura o segue una procedura con sollevapazienti, questi strumenti restano necessari. Sollevita può ridurre dislivelli e liberare lo spazio laterale, ma non sostituisce automaticamente la tecnica di trasferimento.
Chi assiste e il sollevamento verticale
Il bisogno di aiuto nella Sclerosi Multipla può cambiare anche da un giorno all’altro. Il sollevamento verticale permette di portare l’intera poltrona a una quota più favorevole mantenendo la persona seduta o distesa. Questo può rendere più comode attività come vestizione, sistemazione degli indumenti, cura di barba e capelli o alcuni massaggi compatibili.
Il fianco removibile offre un accesso laterale più vicino e può ridurre alcuni piegamenti o raggiungimenti non necessari. La poltrona non elimina il carico dell’assistenza, ma può collaborare con la routine quando la persona non riesce a riposizionarsi o a cambiare superficie senza aiuto.
Questa possibilità ha valore proprio perché il bisogno non rimane necessariamente uguale ogni giorno. Sollevita consente di utilizzare poche funzioni nei momenti favorevoli e di coordinare alzapersona, riposo, sollevamento verticale o accesso laterale quando fatica, forza o equilibrio cambiano, senza dover passare a un altro prodotto.
Cosa raccontare al team Sollevita prima della consulenza
Nella Sclerosi Multipla può essere utile osservare più giorni. Raccontaci se mattino e sera sono diversi, quando la fatica è maggiore, quali attività consumano più energia, quanto spesso serve riposare e come avvengono alzata e ritorno alla seduta.
Descrivi anche se sono presenti spasticità o rigidità, quanto è stabile la persona una volta in piedi, se utilizza bastone, deambulatore o carrozzina, come avvengono trasferimento letto-poltrona e poltrona-letto e chi assiste nei momenti più difficili. Sono utili inoltre altezza, peso, ore trascorse in poltrona, capacità di usare i comandi e posizioni oggi più confortevoli.
Non serve inviare una cartella clinica completa. Serve capire come la Sclerosi Multipla entra concretamente nella giornata, quali ausili sono già presenti e quale attività si desidera rendere più gestibile.
DOMANDE FREQUENTI
Le domande più importanti sulla poltrona per Sclerosi Multipla
Qual è la migliore poltrona per una persona con Sclerosi Multipla?
La poltrona per Sclerosi Multipla va scelta considerando fatica, forza, equilibrio, spasticità, capacità di alzarsi, ore di seduta, trasferimenti, altri ausili e presenza di chi assiste. Sollevita è una soluzione completa da valutare quando questi bisogni cambiano nella giornata, perché riunisce regolazioni indipendenti, alzapersona, Push Head, Zero Gravity, letto 180°, sollevamento verticale e accesso laterale.
Sollevita può ridurre la fatica della Sclerosi Multipla?
No, Sollevita non tratta la fatica e non modifica la malattia. Può però affidare ai movimenti indipendenti alcuni cambi di posizione che altrimenti richiederebbero forza delle braccia, spostamenti manuali del bacino o trasferimenti verso altre superfici. Il vantaggio pratico è conservare energia in alcuni gesti e usare la stessa poltrona per seduta, riposo e assistenza.
La funzione alzapersona può essere utile anche se la persona cammina ancora?
Sì. Camminare e alzarsi da una seduta richiedono attività differenti. Una persona può continuare a camminare e utilizzare la funzione alzapersona soltanto nei momenti in cui forza o energia sono minori. L’obiettivo non è sostituire automaticamente il movimento, ma avere un livello di assistenza disponibile quando serve.
Perché la spasticità richiede particolare attenzione?
Perché può modificare posizione delle gambe, bacino, trasferimenti e tolleranza a determinate inclinazioni. Le regolazioni devono essere progressive e non devono forzare il corpo. Se una posizione aumenta spasmi o dolore, il movimento va interrotto e l’assetto deve essere rivalutato.
Può facilitare il trasferimento letto-poltrona?
Può creare condizioni più favorevoli grazie a posizione distesa, sollevamento verticale e fianco removibile. La tecnica concreta e gli eventuali ausili restano però individuali. Quando è previsto un sollevapazienti, questo può continuare a essere necessario.
Come funziona la consulenza
Tre passaggi, dall’ascolto all’assistenza
Sollevita nasce già completa. Il nostro compito è capire come può rispondere alle tue esigenze e seguirti con chiarezza prima, durante e dopo la consegna.
1
Raccontaci di te
Scrivici chi utilizzerà Sollevita, come trascorre la giornata e che cosa sta cercando. Altezza, peso, ore di utilizzo, livello di autonomia ed esigenze quotidiane ci aiutano a comprendere meglio la situazione.
2
Troviamo insieme la soluzione più adatta
Il team La Castellana ascolta le tue necessità, chiarisce ogni funzione e valuta misure, portata e modalità di utilizzo. Se Sollevita è la scelta giusta, ti spieghiamo con precisione perché e come potrà esserti utile.
3
Consegna e assistenza
Organizziamo la consegna, il montaggio e la spiegazione completa del prodotto. Dopo l’acquisto, La Castellana rimane il tuo riferimento per garanzia, ricambi, supporto e assistenza tecnica nel tempo.
Passo successivo
La scelta giusta comincia da una conversazione
Raccontaci la situazione: ti risponderà direttamente il team Sollevita, con una consulenza onesta e senza impegno.
Fonti di riferimento
- European Medicines Agency – Guideline on Multiple Sclerosis. Linea guida europea che distingue trattamento della malattia e gestione dei sintomi e richiama fatica, spasticità, atassia, debolezza e difficoltà del cammino. Apri la fonte europea
- European Medicines Agency – Multiple Sclerosis Clinical Outcome Assessment. Documento europeo che considera fatica, funzione sensitiva, uso delle mani, mobilità e impatto sulle attività quotidiane riferite dalle persone con Sclerosi Multipla. Apri la fonte europea
- European Multiple Sclerosis Platform – Impact of MS Symptoms. Progetto europeo transnazionale che evidenzia il peso di fatica, mobilità e sintomi invisibili e la necessità di assistenza personalizzata. Apri la fonte europea
- European Academy of Neurology, EAPC e RIMS – Guideline for severe progressive MS. Linea guida europea su approccio multidisciplinare, riabilitazione, supporto al caregiver e rivalutazione dei bisogni nelle forme severe e progressive. Apri la fonte europea