Poltrona alzapersona assistenziale · prodotta in Italia · consulenza e servizio personalizzati · risposta entro 24 ore
LESIONE MIDOLLARE E TRASFERIMENTI

Poltrona per lesione midollare: carrozzina, altezza e accesso laterale

Dopo una lesione midollare il bisogno dipende dal livello e dalla completezza della lesione, dal controllo del tronco e delle braccia, dalla sensibilità, dalla tecnica di trasferimento e dal ruolo della carrozzina. Una poltrona per lesione midollare non deve sostituire automaticamente l’ausilio primario: può diventare una seconda postazione domestica per riposo, comfort e assistenza, purché quota e accesso laterale siano compatibili con la persona.

Questa pagina parte dalla routine e dalla tecnica già utilizzata, non da promesse universali. Sollevita non cura la lesione midollare, non sostituisce la riabilitazione e non decide il metodo di trasferimento. È però una poltrona alzapersona assistenziale Sollevita già completa: da 5 a 8 motori indipendenti, in base alla portata, coordinano Push Head, alzapersona, relax, tilt-in-space (basculamento), Zero Gravity, letto 180°, sollevamento verticale e funzione barella.

Seduta a triplo strato, schienale alto, misure proporzionate, fianco completamente removibile, completa bi-sfoderabilità, costruzione modulare, produzione italiana e garanzia di 5 anni e assistenza diretta completano il progetto. L’idoneità dipende dalla persona, dalla carrozzina, dagli altri ausili e dal programma di gestione della pressione già definito.

Livello e completezza della lesione cambiano il bisogno

Una lesione toracica, cervicale o lombare può produrre capacità molto diverse. Anche a parità di livello, una lesione completa o incompleta modifica forza residua, sensibilità, controllo del tronco, uso delle mani e possibilità di sostenere il peso. Per questo termini come paraplegia, tetraplegia o tetraparesi descrivono soltanto una parte del quadro.

Una persona può eseguire trasferimenti autonomi con una tavola; un’altra può aver bisogno di assistenza manuale; un’altra ancora utilizza sempre un sollevapazienti. Una poltrona per mielolesione deve essere valutata dentro questa procedura reale, non sulla sola diagnosi.

Sono importanti anche le ore trascorse in carrozzina, la qualità della postura, il rischio cutaneo, la forza delle spalle e la possibilità di controllare la pulsantiera. La seconda seduta ha senso soltanto se aggiunge un beneficio senza interrompere un sistema di ausili già efficace.

La carrozzina non deve essere sostituita dalla poltrona

La carrozzina mantiene il ruolo di mobilità e, spesso, di postura personalizzata. Sollevita non nasce per sostituirla all’interno o all’esterno, ma può offrire una seconda postazione domestica per cambiare assetto, distendersi, riposare o svolgere alcune attività di assistenza.

Questo cambio di superficie può avere senso quando la persona desidera una posizione diversa dalla carrozzina e il trasferimento è già sicuro e organizzato. La scelta deve considerare il tempo previsto sulla poltrona, gli appoggi necessari e il modo in cui si tornerà alla carrozzina.

Una seduta confortevole non è sufficiente se rende più difficile il trasferimento o non rispetta la gestione della pressione. Qui emergono le differenze rispetto a una poltrona alzapersona standard: Sollevita può regolare la quota, liberare il lato e offrire più posizioni, ma deve integrarsi con la carrozzina, non competere con essa.

Pochi centimetri di altezza possono cambiare il trasferimento

Nei trasferimenti laterali, pochi centimetri di dislivello possono modificare lo sforzo richiesto alle braccia e la stabilità della tavola o del passaggio. L’altezza reale della carrozzina va misurata considerando anche il cuscino utilizzato, perché è quella la quota da confrontare con la seduta della poltrona.

Il sollevamento verticale modifica la quota dell’intera Sollevita mantenendo la persona seduta o distesa, senza inclinarla verso la stazione eretta. Può quindi avvicinare la seduta alla quota della carrozzina o del letto e ridurre alcuni dislivelli, nei limiti della procedura definita.

Pareggiare l’altezza non rende automaticamente sicuro il trasferimento. Forza delle braccia, controllo del tronco, sensibilità, tavola, spazio disponibile e presenza di chi assiste continuano a determinare la tecnica.

Fianco removibile e tavola di trasferimento: preparare lo spazio

Un bracciolo fisso crea una barriera proprio nel punto in cui la persona deve passare. Su Sollevita l’intero fianco può essere rimosso senza attrezzi, liberando il lato della seduta e permettendo un accostamento più vicino alla carrozzina o al letto.

Se la tavola di trasferimento fa già parte della procedura, lato libero e quota regolabile possono facilitare il suo posizionamento. La poltrona non prescrive però la tavola, non stabilisce il lato e non consente di dichiarare una compatibilità universale senza una prova concreta.

Bracciolo estraibile e fianco removibile svolgono funzioni diverse. Estrarre la parte superiore può aiutare ad avvicinarsi al tavolo; per il trasferimento laterale serve invece liberare completamente il lato. Questa distinzione deve essere chiara anche durante la consulenza.

Letto-poltrona e poltrona-letto devono funzionare nei due sensi

Un trasferimento che sembra semplice dal letto alla poltrona può risultare più difficile nel ritorno. Altezza, lato disponibile, direzione della tavola, controllo del tronco e forza delle braccia cambiano nei due sensi. Entrambe le sequenze devono quindi essere osservate.

Letto 180°, sollevamento verticale e fianco removibile permettono di lavorare su superficie, quota e accesso laterale nello stesso prodotto. La funzione barella può affiancarsi al letto e creare condizioni più favorevoli, ma non stabilisce automaticamente come spostare la persona.

Quando vengono utilizzati teli, imbracature o sollevapazienti, questi restano parte della procedura. Sollevita può ridurre alcuni ostacoli geometrici e offrire spazio a chi assiste; non sostituisce il sostegno completo del corpo.

Proteggere cute e spalle durante i trasferimenti

Nella lesione midollare la sensibilità può essere ridotta o assente. La persona potrebbe non percepire subito pressione, sfregamento, pieghe del tessuto o un arto mal posizionato. Ogni trasferimento deve quindi controllare cute, abbigliamento, appoggi e possibili punti di attrito.

Le spalle possono essere sottoposte a un carico elevato negli spostamenti ripetuti. Regolare la quota e liberare il lato può ridurre alcuni dislivelli, ma non elimina lo sforzo degli arti superiori né rende appropriata qualsiasi tecnica. Se il trasferimento produce dolore o richiede compensi eccessivi, va rivalutato.

Sollevita non è una poltrona antidecubito. La seduta a triplo strato e le molle insacchettate distribuiscono il peso su una superficie ampia e i movimenti permettono di variare l’assetto. Un sistema antidecubito richiede però prestazioni cliniche specifiche, una superficie dedicata e un programma individuale di gestione della pressione.

Tilt-in-space, Zero Gravity e controllo del capo

Il tilt-in-space, cioè il basculamento, inclina insieme seduta e schienale e può modificare l’orientamento del corpo mantenendo più stabile il rapporto fra le due parti. Questa funzione può offrire una posizione di riposo diversa dalla carrozzina, ma non sostituisce un programma di scarico della pressione.

La posizione Zero Gravity combina basculamento, schienale e poggiapiedi e porta bacino e gambe oltre il livello del cuore. Può favorire il ritorno venoso, offrire un beneficio circolatorio agli arti inferiori e aumentare la sensazione di leggerezza e comfort. È una posizione di relax, non un trattamento della lesione midollare né una strategia antidecubito.

Il Push Head regola l’appoggio di testa e collo nelle diverse inclinazioni. Può essere particolarmente utile quando il controllo del capo è faticoso, ma non sostituisce un supporto cervicale o laterale specialistico.

Cateteri, tubi, telecomando e carrello richiedono attenzione

Cateteri, sacche, tubi e altri dispositivi devono avere spazio sufficiente durante ogni movimento. Prima di reclinare, sollevare o spostare la poltrona bisogna verificare che nulla venga teso, schiacciato o intrappolato nei leveraggi e che i punti di fissaggio restino accessibili.

In presenza di tetraplegia o tetraparesi, la capacità di utilizzare la pulsantiera può variare molto. È necessario verificare forza, presa, precisione, mano utilizzata e raggiungibilità dei tasti. Il controllo può essere autonomo, adattato o condiviso con chi assiste.

Il carrello ruote permette piccoli spostamenti interni con la persona a bordo, su percorsi compatibili e secondo le istruzioni. Può evitare un trasferimento effettuato soltanto per cambiare stanza, ma non sostituisce la carrozzina per la mobilità quotidiana o esterna.

Chi assiste e il sollevamento verticale

Il sollevamento verticale può portare la persona a una quota più favorevole per vestizione, sistemazione degli indumenti, cura personale, barba, capelli o alcuni massaggi compatibili. Il fianco removibile consente di avvicinarsi lateralmente e lavorare meno distante dal corpo.

Questa regolazione può ridurre alcuni piegamenti e raggiungimenti, ma non elimina il carico fisico di chi assiste. Quando la persona deve essere sostenuta, girata o sollevata completamente, servono ancora le tecniche e gli ausili previsti.

La funzione ha valore quando si inserisce in una routine organizzata: quota, lato di accesso, dispositivi e posizione del corpo devono essere controllati prima di iniziare.

Cosa raccontare al team Sollevita prima della consulenza

Sono utili tipo di carrozzina, altezza reale della seduta con il cuscino utilizzato, autonomia nei trasferimenti, eventuale tavola o sollevatore, controllo del tronco e delle mani, sensibilità, programma di gestione della pressione e ore previste su Sollevita.

È importante descrivere come avvengono oggi carrozzina-poltrona, poltrona-carrozzina, letto-poltrona e poltrona-letto, chi interviene e quale lato viene utilizzato. Altezza, peso, misure della stanza e dispositivi presenti completano il quadro.

Con queste informazioni il team può capire come Sollevita possa aggiungere una vera seconda postazione domestica: seduta, riposo, quota regolabile, accesso laterale e trasferimenti nello stesso prodotto. La consulenza deve rispettare il sistema di ausili già costruito intorno alla persona e chiarire quali funzioni avranno un utilizzo concreto.

DOMANDE FREQUENTI

Le domande più importanti sulla poltrona per lesione midollare

La poltrona per lesione midollare va scelta considerando livello e completezza della lesione, controllo del tronco, forza delle braccia, sensibilità, carrozzina, tecnica di trasferimento e programma di gestione della pressione. Sollevita è una soluzione completa da valutare quando serve una seconda postazione domestica con altezza regolabile, lato libero, letto 180°, funzione barella, Push Head e carrello con persona a bordo.

No. La carrozzina mantiene il ruolo di mobilità e spesso di postura. Sollevita può diventare una seconda postazione domestica per comfort, riposo e assistenza.

Perché modifica la quota della seduta rispetto a carrozzina o letto senza inclinare la persona verso la stazione eretta. Questo può ridurre alcuni dislivelli nei trasferimenti.

Se la tavola fa già parte della procedura, lato libero e altezza regolabile possono essere utili. La poltrona non prescrive la tecnica e non consente di dichiarare una compatibilità universale senza una verifica concreta.

No. Sollevita non utilizza questa definizione. La seduta a triplo strato e le molle insacchettate indipendenti sono progettate per distribuire il peso su una superficie ampia e offrire comfort; le regolazioni consentono di variare l’assetto. Un sistema antidecubito richiede una prestazione clinica specifica, una superficie dedicata e un programma individuale di gestione della pressione.

Può creare condizioni più favorevoli grazie a letto 180°, sollevamento verticale e fianco completamente removibile. Queste caratteristiche permettono di lavorare su superficie, quota e accesso laterale nello stesso prodotto. La tecnica concreta, gli eventuali teli, tavole, imbracature o sollevapazienti restano però quelli definiti per la persona.

Come funziona la consulenza

Tre passaggi, dall’ascolto all’assistenza

Sollevita nasce già completa. Il nostro compito è capire come può rispondere alle tue esigenze e seguirti con chiarezza prima, durante e dopo la consegna.

1

Raccontaci di te

Scrivici chi utilizzerà Sollevita, come trascorre la giornata e che cosa sta cercando. Altezza, peso, ore di utilizzo, livello di autonomia ed esigenze quotidiane ci aiutano a comprendere meglio la situazione.

2

Troviamo insieme la soluzione più adatta

Il team La Castellana ascolta le tue necessità, chiarisce ogni funzione e valuta misure, portata e modalità di utilizzo. Se Sollevita è la scelta giusta, ti spieghiamo con precisione perché e come potrà esserti utile.

3

Consegna e assistenza

Organizziamo la consegna, il montaggio e la spiegazione completa del prodotto. Dopo l’acquisto, La Castellana rimane il tuo riferimento per garanzia, ricambi, supporto e assistenza tecnica nel tempo.

Passo successivo

La scelta giusta comincia da una conversazione

Raccontaci la situazione: ti risponderà direttamente il team Sollevita, con una consulenza onesta e senza impegno.

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Fonti di riferimento
  • European Spinal Cord Injury Federation (ESCIF). Federazione europea delle organizzazioni di persone con lesione midollare, dedicata ad autonomia, partecipazione e qualità della vita. Apri la fonte europea
  • European Multicenter Study about Spinal Cord Injury (EMSCI). Rete clinica europea che raccoglie dati neurologici e funzionali standardizzati sulla lesione midollare. Apri la fonte europea
  • European Pressure Ulcer Advisory Panel – Pressure Ulcer Guideline. Portale europeo delle raccomandazioni per la prevenzione e la gestione delle lesioni da pressione. Apri la fonte europea
  • European Wound Management Association (EWMA). Organizzazione europea con materiali scientifici sulla prevenzione e gestione delle lesioni da pressione e delle ferite complesse. Apri la fonte europea