Per scegliere una poltrona per una persona non autosufficiente, alzata, riposo e trasferimenti vanno considerati come bisogni distinti. La priorità non è la funzione più spettacolare, ma il problema che deve trovare una risposta nella giornata reale. Prima si chiariscono eventuali situazioni non sicure con i professionisti; poi si valutano desideri della persona, frequenza delle attività e aiuto necessario. Una matrice semplice permette alla famiglia di preparare la consulenza senza trasformare la scelta in un confronto astratto fra accessori.
In breve
Alzarsi, riposare e trasferirsi richiedono aiuti diversi: la priorità va individuata osservando le attività della persona, le sue preferenze e le difficoltà che comportano più rischio, anche se poco frequenti. Misure della seduta e ausili già utilizzati sono il punto di partenza. La matrice serve a organizzare il confronto con il Team Sollevita e con i professionisti coinvolti, non ad assegnare un livello clinico di non autosufficienza.
Prima domanda: che cosa vorrebbe rendere più semplice la persona?
Una famiglia può pensare soprattutto al momento in cui deve aiutare ad alzarsi. La persona potrebbe invece indicare un’altra priorità: pranzare insieme agli altri, riposare senza cambiare stanza o non dover chiedere continuamente di sistemare i cuscini. Le due prospettive non si escludono, ma vanno ascoltate entrambe.
La Haute Autorité de Santé dedica il riferimento sul progetto personalizzato proprio alla considerazione delle aspettative della persona nell’accompagnamento. [1] Nel contesto della scelta di una poltrona, questo principio invita a non sostituire automaticamente il punto di vista dell’utilizzatore con quello di chi acquista.
Una frase concreta è un buon inizio: «vorrei restare in soggiorno dopo pranzo» oppure «il ritorno sulla seduta richiede troppo aiuto». Non serve una lista perfetta. Se la persona comunica con difficoltà, chi la conosce può contribuire riportando preferenze e segnali abituali, distinguendoli dalle proprie interpretazioni.
Il primo obiettivo non è trovare una funzione. È capire quale attività si desidera conservare, rendere più comoda o organizzare con meno passaggi inutili.
La sicurezza non si decide contando quante volte accade un problema
Osservare frequenza e durata aiuta, ma non basta a stabilire la priorità. Un trasferimento problematico eseguito una sola volta non può essere considerato poco importante perché altre attività si ripetono più spesso. Se chi assiste deve trattenere il corpo, il tronco cede o si sono verificati episodi di quasi-caduta, occorre chiarire la procedura con un professionista.
La Suva richiama l’importanza di usare ausili appropriati, valorizzare le capacità disponibili della persona e formare chi assiste. [2] Non è una scelta tra “poltrona più completa” e “più forza del familiare”: prima bisogna sapere quali attività possono essere svolte e con quali aiuti.
Nella matrice distinguiamo le questioni da chiarire prima della prova dalle attività quotidiane su cui orientare la scelta. Un dolore nuovo o un cambiamento nella salute richiede il professionista competente; appoggi, misure e comandi possono invece essere approfonditi con il Team Sollevita.
Questo passaggio rende la discussione più chiara: una poltrona può migliorare la postazione diurna mentre il trasferimento continua a richiedere il sollevapazienti già utilizzato. Non è necessario che un solo oggetto sostituisca l’intero sistema di assistenza.
Alzata, riposo e trasferimenti: tre domande diverse
Quando la difficoltà riguarda alzarsi o tornare a sedersi
La domanda è come avviene il passaggio tra seduta e posizione eretta: quali appoggi vengono utilizzati, quale assistenza è prevista e dove la sequenza diventa difficile. Il ritorno alla seduta conta quanto la partenza. “Riesce ad alzarsi” non descrive ciò che accade negli ultimi centimetri della discesa.
L’alzapersona accompagna progressivamente questo movimento. Non va confusa con un sollevatore che trasferisce la persona tra superfici. Se la stazione eretta non è appropriata, la consulenza deve partire dal trasferimento necessario, non dall’idea di utilizzare comunque il lift. [3, 4]
Quando il problema è rimanere seduti e riposare
La domanda riguarda appoggi, ore di utilizzo, possibilità di cambiare posizione e modalità di ritorno alla seduta attiva. Una persona può non usare l’alzapersona e avere comunque bisogno di una postazione confortevole e regolabile per la giornata.
Occorre distinguere una breve pausa dal riposo prolungato. Il fatto che una poltrona si distenda non significa che sostituisca ogni funzione del letto. Vanno mantenuti i cuscini, i supporti e le indicazioni assistenziali prescritti, verificandone la compatibilità con la nuova seduta.
Quando la priorità è passare tra letto, carrozzina e poltrona
La domanda è da quale superficie si parte, dove si arriva e con quale procedura. Una quota regolabile e un lato libero possono agevolare la preparazione, ma non definiscono la tecnica né il numero di persone necessario.
La Suva distingue ausili per la stazione eretta, tavole e dispositivi di sollevamento in relazione alle attività. [4] Per la famiglia è utile annotare i nomi degli ausili già presenti: “abbiamo un sollevatore” è un punto di partenza, mentre modello, ingombro e modalità d’uso consentono una verifica più precisa.
La matrice dei bisogni: una scheda da compilare insieme
La tabella non è un test sanitario. Serve a preparare la conversazione con chi segue la persona e con il Team Sollevita. Riporta fatti osservati, non giudizi generali come “è totalmente dipendente” o “sembra comodo”.
| Bisogno | Che cosa descrivere | Obiettivo concreto da verificare |
|---|---|---|
| Alzata e discesa | Appoggi utilizzati, momento difficile, aiuto abituale | Comprendere se l’accompagnamento elettrico si integra nella sequenza |
| Permanenza seduta | Ore, appoggi, correzioni richieste, comando | Cercare una seduta proporzionata e gestibile nella routine |
| Riposo | Tipo di pausa, posizione desiderata, ritorno | Raggiungere e lasciare la posizione con l’assistenza prevista |
| Trasferimenti | Superfici, lato, quote, ausili e persone coinvolte | Verificare compatibilità e accesso senza improvvisare manovre |
| Cura personale | Attività svolta, lato di lavoro, distanza | Avvicinare chi assiste mantenendo gli appoggi della persona |
Accanto alla riga più rilevante aggiungi: “Da chiarire prima della prova” oppure “Da verificare durante la dimostrazione”. Il primo stato riguarda informazioni mancanti, compatibilità o indicazioni da ricevere; il secondo riguarda attività già appropriate che si possono osservare con le persone competenti.
Non è necessario scegliere un solo bisogno e cancellare gli altri. La priorità serve a decidere da dove iniziare, mentre gli altri diventano requisiti da non perdere. La non autosufficienza descrive situazioni molto diverse: i percorsi dedicati alle esigenze specifiche aiutano a riconoscere il contesto senza confonderlo con una configurazione automatica.
Un esempio: il prodotto deve migliorare la giornata, non sostituire tutto
Considera una situazione illustrativa, non un caso clinico documentato. Una persona trascorre molte ore su una carrozzina e viene trasferita a letto dal personale con un sollevatore. Il familiare cerca una seduta più accogliente e inizialmente concentra le domande sulla funzione alzapersona.
La matrice può cambiare l’ordine del confronto. Se il passaggio in piedi non fa parte della routine, la priorità della poltrona può essere la permanenza diurna: appoggi, variazioni di posizione, accesso ai comandi e riposo. Il trasferimento resta un requisito essenziale da coordinare con il sollevatore, non un’attività da improvvisare con il lift.
Il risultato atteso non diventa “eliminare la carrozzina e il letto”. Può essere offrire una seconda postazione per alcune ore, nel rispetto del programma assistenziale. Una scelta di questo tipo riconosce sia il desiderio di comfort sia ciò che già funziona nell’organizzazione delle cure.
In un’altra situazione, la persona può partecipare al passaggio in piedi ma incontrare difficoltà nel ritorno alla seduta. La dimostrazione partirà allora da quel gesto. Stessa poltrona da valutare, domanda principale diversa.
Dalla priorità alle caratteristiche di Sollevita
Sollevita è un unico modello completo, prodotto in Italia da La Castellana. Integra da 5 a 8 motori indipendenti, in base alla portata. La scelta delle caratteristiche da provare deve seguire la matrice, senza trasformare l’incontro in una dimostrazione obbligatoria di tutte le funzioni. [3]
Per permanenza e riposo contano la seduta a triplo strato, lo schienale alto e l’appoggio regolabile di testa e collo con Push Head. Le larghezze sono 52 o 63 cm, con tre profondità disponibili. Non è sufficiente che la persona rientri nella portata: deve trovare appoggi coerenti con le sue proporzioni. [3]
Per i trasferimenti, letto 180°, sollevamento verticale e fianco completamente removibile consentono di preparare un piano affiancabile al letto. Il bracciolo superiore estraibile serve invece, tra gli altri utilizzi, ad avvicinarsi al tavolo. La distinzione tra le due rimozioni evita di attribuire a una sola parte tutti gli usi laterali. [3]
Per la gestione quotidiana, modularità e completa bi-sfoderabilità rendono accessibili i componenti e i due livelli di rivestimento. La batteria al litio alimenta i motori; il carrello permette spostamenti interni con la persona a bordo secondo le istruzioni, ma non trasforma Sollevita in una carrozzina da esterno. [3]
Puoi consultare le caratteristiche della poltrona alzapersona assistenziale Sollevita dopo aver indicato la priorità: sarà più facile riconoscere le funzioni pertinenti e porre domande mirate.
Cinque passaggi per una riunione familiare utile
1. Descrivete un episodio. Scegliete un momento concreto, senza iniziare dal nome del prodotto. Chi era presente, che cosa voleva fare la persona e dove è servito aiuto?
2. Ascoltate l’obiettivo dell’utilizzatore. Registrate ciò che la persona vorrebbe preservare o rendere più comodo. Quando possibile, riportate le sue parole invece di riassumerle in una diagnosi.
3. Separate le verifiche indispensabili. Segnate compatibilità, sostegni o indicazioni che devono essere chiariti prima di una prova. Non trasformate un trasferimento incerto in una dimostrazione domestica.
4. Scegliete la prima attività da valutare. Può essere restare seduti con appoggi adeguati, usare il comando o verificare l’accesso laterale a poltrona vuota. Stabilite chi deve partecipare alla verifica.
5. Scrivete il passo successivo. Annotate quali misure inviare, chi contattare e quali dubbi restano. Non serve una decisione d’acquisto immediata: serve sapere che cosa manca per scegliere con chiarezza.
Quando rivalutare le priorità e quali errori evitare
La matrice non è definitiva. Va ripresa quando cambia la routine, arriva un altro ausilio, cambia la persona che assiste o emergono nuove difficoltà. Anche una funzione usata raramente può meritare una domanda: non serve, è scomoda oppure non è stata compresa?
Non giudicare la prova soltanto dall’aspetto iniziale. Per un uso prolungato contano ciò che accade durante la permanenza e la possibilità di tornare alla posizione abituale. Durata e modalità della prova devono essere compatibili con la persona, senza trasformare il comfort in una gara di resistenza.
Un altro errore è scegliere tutto per il familiare dimenticando gli appoggi dell’utilizzatore. L’altezza più comoda per chi cura può non essere quella giusta per il riposo o per il passaggio successivo. Le regolazioni servono proprio a distinguere i momenti.
Infine, non chiedere al Team Sollevita una diagnosi o una tecnica di trasferimento. Il confronto tecnico riguarda prodotto, misure e utilizzo; la valutazione sanitaria e assistenziale resta ai professionisti competenti. Le due competenze devono potersi parlare, non sostituirsi.
FAQ
Domande frequenti
Quale bisogno viene prima per una persona non autosufficiente?
Non esiste una graduatoria uguale per tutti. Prima si chiariscono le situazioni non sicure; poi si considerano obiettivi della persona, frequenza delle attività e aiuto necessario. La priorità guida la prova, senza eliminare gli altri requisiti.
L’alzapersona è sempre la funzione più importante?
No. Se il passaggio in piedi non appartiene alla routine prevista, permanenza, riposo e accesso per i trasferimenti possono contare di più. Il nome commerciale della poltrona non deve decidere la priorità al posto della persona.
Una poltrona completa può sostituire letto, carrozzina e sollevatore?
Non automaticamente. Offre funzioni diverse nella stessa postazione, ma gli altri ausili possono mantenere compiti necessari. La scelta va verificata dentro l’organizzazione esistente, non partendo dall’idea di eliminare tutto il resto.
La matrice permette di stabilire il livello di assistenza necessario?
No. È una scheda per raccogliere osservazioni e preparare domande. Non attribuisce un grado di dipendenza, non stabilisce l’assistenza necessaria e non sostituisce le valutazioni dei professionisti che seguono la persona.
Che cosa fare quando familiare e persona indicano priorità diverse?
Riportare entrambe e descrivere gli episodi cui si riferiscono. Il familiare può segnalare una difficoltà organizzativa, mentre l’utilizzatore esprime un desiderio di partecipazione o riposo. Non è necessario cancellare una prospettiva per ascoltare l’altra.
Quali informazioni servono prima della consulenza?
La priorità scelta, altezza e peso, eventuali misure della seduta attuale, ausili presenti e spazi disponibili. Indica anche chi usa il comando e chi assiste. Per iniziare non occorre inviare una cartella clinica completa.
Fonti di riferimento
[1] Haute Autorité de Santé, Les attentes de la personne et le projet personnalisé. Considerazione delle aspettative della persona nell’accompagnamento. Apri la fonte
[2] Suva, Movimentazione intelligente nell’attività di cura e assistenza. Ausili, capacità della persona e formazione. Apri la fonte
[3] Sollevita, pagina Prodotto e dati tecnici. Funzioni, misure e costruzione; non stabilisce l’idoneità clinica individuale. Apri la fonte
[4] Suva, Movimentazione intelligente: predisporre ausili adeguati. Differenti compiti degli ausili per alzata e trasferimento. Apri la fonte
Parti dal bisogno che deve trovare una risposta
Approfondisci Sollevita per persone anziane con perdita di autonomia e porta al Team Sollevita la matrice con le osservazioni principali. La consulenza potrà partire da alzata, riposo o trasferimenti secondo la situazione reale, invece di chiederti di scegliere tra funzioni che non hai ancora collegato alla giornata.




