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Poltrona per Sclerosi Multipla e fatica: come conservare energie nei cambi di posizione

Nella Sclerosi Multipla la fatica può cambiare molto durante la giornata. Una poltrona regolabile non elimina la fatica, ma può evitare che ogni cambio di postura richieda forza nelle braccia, continui trasferimenti o sistemazioni improvvisate.

Poltrona per Sclerosi Multipla e fatica: come conservare energie nei cambi di posizione
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Cambiare posizione con meno sforzo è il bisogno centrale di chi cerca una poltrona per Sclerosi Multipla e fatica. La poltrona non cura la malattia e non sostituisce fisioterapia o indicazioni cliniche, ma può svolgere al posto della persona alcuni movimenti ripetitivi: sollevare le gambe, reclinare lo schienale, basculare l’intero corpo poltrona, passare al riposo disteso e accompagnare l’alzata.

Conservare energie significa usare la forza disponibile per ciò che conta davvero: lavarsi, mangiare, parlare con la famiglia, uscire, lavorare o svolgere un’attività piacevole. Nella gestione della fatica viene spesso usato il concetto di “pacing”, cioè alternare attività e riposo senza aspettare di essere completamente esauriti. Sollevita può inserirsi in questa logica perché offre regolazioni elettriche indipendenti e una seduta costruita sulle misure della persona.

Usare Sollevita in una giornata variabile significa avere sempre una poltrona full optional, non una versione base da completare. Letto 180°, Zero Gravity, Push Head, allungo poggiapiedi, bracciolo rimovibile ed estraibile, batteria al litio e carrello ruote per spostamento con persona a bordo sono già parte del progetto prodotto da Poltrone La Castellana.

In breve

  • Ridurre i riposizionamenti manuali può lasciare più energia per le attività quotidiane scelte dalla persona.
  • Regolare schienale, poggiapiedi e basculamento con i motori evita di spingersi ripetutamente con braccia e tronco.
  • Programmare pause in Zero Gravity o letto 180° può essere più pratico che trasferirsi ogni volta in camera.
  • Personalizzare larghezza, profondità e allungo poggiapiedi evita che una postura sbagliata consumi energia inutilmente.
  • Valutare le giornate migliori e quelle peggiori aiuta a scegliere una poltrona utile oggi e coerente con possibili cambiamenti futuri.

Conservare energie nei cambi di posizione: cosa significa nella pratica

Passare dalla lettura al riposo può diventare faticoso quando la persona deve spingere con le braccia, trascinare il bacino o chiedere aiuto per sistemare cuscini e poggiapiedi. I motori indipendenti di Sollevita permettono di cambiare un elemento alla volta, così la persona può cercare una posizione intermedia senza compiere un unico movimento ampio e stancante.

Sollevare le gambe con il telecomando evita di prendere uno sgabello, spostarlo, alzare gli arti manualmente e ritrovare l’equilibrio. L’allungo poggiapiedi compreso nella dotazione aiuta inoltre a sostenere meglio le gambe quando la statura richiede una superficie più lunga.

Reclinare lo schienale senza tirarsi sui braccioli rende più semplice interrompere una postura attiva. Il movimento elettrico può essere fermato in diversi punti, caratteristica utile quando la tolleranza alla posizione cambia tra mattino, pomeriggio e sera.

Basculare l’intera poltrona permette di cambiare l’angolo del corpo mantenendo più stabile il rapporto tra seduta e schienale. Nella Sclerosi Multipla questa funzione va descritta come un aiuto al comfort e alla gestione della postura, non come un trattamento della rigidità o degli spasmi.

Una giornata organizzata intorno alla fatica, non contro la fatica

Momento della giornata Attività pratica Uso possibile di Sollevita
Mattino Alzarsi e prepararsi senza consumare subito tutta la forza Seduta attiva, braccioli stabili e alzata progressiva
Dopo pranzo Fare una pausa senza raggiungere la camera da letto Zero Gravity o reclinazione intermedia
Pomeriggio Riposare più a lungo quando la stanchezza aumenta Letto 180° con Push Head regolato sul capo
Sera Tornare alla posizione seduta quando le braccia sono affaticate Movimenti indipendenti e accompagnamento all’alzata
Giornata difficile Ricevere aiuto senza continui spostamenti Sollevamento verticale, accesso laterale e regolazioni del caregiver

Programmare una pausa prima del calo completo può rendere la giornata più prevedibile. La persona non deve aspettare di non avere più forza per reclinare la poltrona: può usare una posizione di riposo ai primi segnali di affaticamento e tornare gradualmente alla seduta attiva.

Alternare postura e attività non significa restare fermi tutto il giorno. Significa evitare che il semplice atto di sistemare la poltrona consumi l’energia che potrebbe essere usata per un pasto, una telefonata o qualche passo in casa, sempre nel rispetto delle indicazioni dei professionisti che seguono la persona.

Zero Gravity e letto 180°: due pause diverse

Usare la Zero Gravity significa inclinare l’intero corpo poltrona e sollevare bacino e gambe oltre il livello del cuore. Questa posizione può favorire una sensazione di scarico e rendere più comodo il riposo con le gambe sollevate, ma non deve essere presentata come cura della fatica o dei problemi circolatori.

Usare il letto 180° significa creare una superficie realmente distesa quando la pausa breve non basta. Lo schienale montato a baionetta si reclina fino alla posizione orizzontale e, insieme all’allungo poggiapiedi, può evitare il trasferimento ripetuto verso il letto per ogni riposo pomeridiano.

Regolare il Push Head significa sostenere la testa in modo diverso a seconda della posizione. In seduta può accompagnare lettura e televisione; in reclinazione può evitare che la persona debba costruire l’appoggio con più cuscini che si spostano durante il riposo.

La seduta corretta evita di spendere energia per restare composti

Appoggiare bene i piedi e la schiena riduce la necessità di correggersi continuamente. Una seduta troppo profonda può lasciare la schiena lontana dallo schienale; una seduta troppo corta può sostenere male le cosce; una larghezza inadatta può limitare i movimenti o rendere meno stabile la posizione.

Personalizzare Sollevita significa scegliere tra larghezza di seduta da 52 o 63 cm, tre profondità disponibili, portate da 180 fino a 350 kg e 5 o 6 motori indipendenti in base alla versione. Questi dati vanno collegati ad altezza, peso, proporzioni corporee e numero di ore trascorse in poltrona.

Sostenere il bacino per molte ore richiede più di una semplice gommapiuma morbida. La seduta a triplo strato combina telaio molleggiato, cuscino con molle insacchettate e strato superiore di comfort, con l’obiettivo di offrire accoglienza iniziale senza perdere stabilità durante l’uso prolungato.

Pulire una poltrona usata ogni giorno deve essere semplice. La completa bi-sfoderabilità, i tessuti smacchiabili e lavabili e i bordi anti-sfilacciamento permettono di gestire il rivestimento nel tempo senza trattare l’igiene come un problema secondario.

Quando la Sclerosi Multipla cambia: scegliere anche per le giornate future

Valutare solo la giornata migliore può portare a scegliere una poltrona troppo semplice. La consulenza dovrebbe descrivere anche cosa succede quando la fatica aumenta: chi regola la posizione, quanto è difficile alzarsi, se la persona riposa in camera, se usa deambulatore o carrozzina e se un caregiver interviene nei momenti più impegnativi.

Valutare solo la giornata peggiore può invece sottovalutare il desiderio di autonomia. Sollevita può essere usata direttamente dalla persona nei momenti di maggiore forza e offrire più supporto quando la giornata diventa difficile, senza trasformare la casa in un ambiente ospedaliero.

Acquistare in anticipo non significa aspettarsi necessariamente un peggioramento. Significa scegliere un prodotto capace di offrire comfort premium anche quando la persona è autonoma e funzioni assistenziali quando la routine richiede più aiuto.

Esempio concreto: risparmiare energia per uscire nel pomeriggio

Prepararsi per uscire può richiedere più energia di quanto sembri: lavarsi, vestirsi, mangiare e raggiungere la porta sono già una sequenza impegnativa. Una persona con Sclerosi Multipla può quindi decidere di trascorrere il dopo pranzo in Zero Gravity, evitando di camminare fino al letto e di rialzarsi dopo un trasferimento aggiuntivo.

Rientrare alla seduta attiva può avvenire per piccoli passaggi: prima si regola il Push Head, poi lo schienale, quindi il poggiapiedi e infine l’alzata. La sequenza riduce la necessità di spingersi con le braccia e lascia alla persona più controllo sul ritmo.

Errori da evitare nella scelta

  • Scegliere una seduta molto morbida senza verificare se il bacino resta stabile dopo un’ora.
  • Misurare soltanto la larghezza e ignorare profondità, appoggio dei piedi e lunghezza delle gambe.
  • Considerare la fatica come uguale ogni giorno e provare la poltrona in un solo momento favorevole.
  • Aggiungere cuscini casuali prima di verificare la regolazione dello schienale e del Push Head.
  • Presentare Zero Gravity o letto 180° come terapie invece che come strumenti di comfort e organizzazione della giornata.

Cosa valuta il servizio Sollevita

Raccontare una settimana tipo permette al servizio clienti di capire quando la persona si sente più forte, quante ore resta seduta, quali movimenti consuma più energia e chi interviene nei momenti difficili. Età, altezza, peso, larghezza, profondità, uso del tavolo, spazio disponibile e possibile evoluzione del bisogno vengono valutati insieme.

Approfondire la poltrona assistenziale Sollevita consente di vedere le funzioni complete e avviare una verifica tecnica costruita sulla routine reale, non soltanto sul nome della diagnosi.

Affidarsi a Poltrone La Castellana significa inoltre avere produzione italiana, oltre cinquant’anni di esperienza, componenti modulari, ricambi e una garanzia completa di 3 anni. In un prodotto utilizzato ogni giorno, il post-vendita conta quanto la prima prova.

Per preparare una consulenza utile, annota per sette giorni i momenti di maggiore fatica, le pause, i trasferimenti evitati e le posizioni più tollerate.

Il team Sollevita valuterà insieme a te altezza, peso, ore sedute, larghezza, profondità, uso del telecomando, spazio domestico e presenza del caregiver.

Domande frequenti

Come faccio a cambiare posizione quando le braccia sono stanche?

I motori indipendenti permettono di regolare schienale, poggiapiedi e basculamento tramite pulsantiera. La sequenza va provata con calma per capire quali tasti e quali posizioni risultano più semplici per la persona.

La Zero Gravity elimina la fatica della Sclerosi Multipla?

No. Può offrire una posizione più confortevole e sollevare bacino e gambe, ma non modifica la malattia e non sostituisce le strategie concordate con il team sanitario.

Il letto 180° è utile anche se la persona cammina ancora?

Sì, quando la persona desidera riposare senza compiere ogni volta il trasferimento verso il letto. L’utilità dipende dalle abitudini e dal numero di pause durante la giornata.

Perché servono tre profondità di seduta?

Perché persone della stessa larghezza possono avere lunghezze di coscia molto diverse. La profondità corretta aiuta ad appoggiare la schiena senza comprimere la zona dietro il ginocchio.

Sollevita è adatta soltanto nelle fasi avanzate?

No. Può essere scelta da persone autonome per comfort superiore e regolazioni evolute, oppure da famiglie che vogliono una poltrona capace di accompagnare bisogni variabili.

Devo parlare con un medico della fatica persistente?

Sì. Una fatica nuova, inspiegata o in aumento merita sempre una valutazione sanitaria. La poltrona può organizzare meglio i gesti, ma non individua la causa della stanchezza.

Domande frequenti

Come faccio a cambiare posizione quando le braccia sono stanche?

I motori indipendenti permettono di regolare schienale, poggiapiedi e basculamento tramite pulsantiera. La sequenza va provata con calma per capire quali tasti e quali posizioni risultano più semplici per la persona.

La Zero Gravity elimina la fatica della Sclerosi Multipla?

No. Può offrire una posizione più confortevole e sollevare bacino e gambe, ma non modifica la malattia e non sostituisce le strategie concordate con il team sanitario.

Il letto 180° è utile anche se la persona cammina ancora?

Sì, quando la persona desidera riposare senza compiere ogni volta il trasferimento verso il letto. L’utilità dipende dalle abitudini e dal numero di pause durante la giornata.

Perché servono tre profondità di seduta?

Perché persone della stessa larghezza possono avere lunghezze di coscia molto diverse. La profondità corretta aiuta ad appoggiare la schiena senza comprimere la zona dietro il ginocchio.

Sollevita è adatta soltanto nelle fasi avanzate?

No. Può essere scelta da persone autonome per comfort superiore e regolazioni evolute, oppure da famiglie che vogliono una poltrona capace di accompagnare bisogni variabili.

Devo parlare con un medico della fatica persistente?

Sì. Una fatica nuova, inspiegata o in aumento merita sempre una valutazione sanitaria. La poltrona può organizzare meglio i gesti, ma non individua la causa della stanchezza.

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